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Il Chianti
Secondo le più recenti statistiche, in tutti i continenti e
a tutte le latitudini dire “Chianti” è come dire Toscana.
Non c’è infatti sul pianeta chi non conosca o almeno non
abbia sentito parlare delle famose colline toscane dove
si produce anche il vino rosso più celebre del mondo: il
Chianti, appunto, quello che sulle bottiglie si riconosce
per il caratteristico marchio del gallo nero.
“Chianti”, del resto, per il moderno viaggiatore non è solo
un’espressione geografica, ma un termine che indica un
preciso stile di vita sobrio ed elegante, un paesaggio aspro
e magnifico fatto di boschi, filari e olivi, una terra che ha
dato i natali a personaggi famosi e in cui ogni borgo è un
piccolo capolavoro di architettura: da Greve a Panzano,
da Castellina a Gaiole, da Radda e San Casciano, da
Castelnuovo Berardenga a Vagliagli.
I toscani sono capricciosi e da sempre litigano sul Chianti:
molti lo identificano con il “Chianti Classico”, ovvero
con l’aria di produzione del vino a Docg che porta lo
stesso nome, altri indicano invece un’area più vasta, ma
sempre a cavallo tra le province di Firenze e di Siena. E
per secoli, non a caso, le due città se lo sono conteso.
Ma
in realtà il Chianti e i chiantigiani hanno sempre avuto,
e mantengono ancora, una loro precisa e indipendente
identità, cultura, modo di pensare.
Al punto che già nel
‘300 si erano riuniti nella “Lega del Chianti”, un’alleanza
militare che, con la scusa di sancire l’amicizia con Firenze,
ribadiva in realtà l’unicità del territorio.
Un territorio
infatti omogeneo per storia, tradizioni, sentimenti,
modi di parlare e di cucinare. Sotto il grande comune
denominatore del vino, infatti, la cucina chiantigiana
sintetizza gli usi senesi (lo spezzatino di chianina) e quelli
fiorentini (la celebre bistecca), l’uso dell’olio extravergine
(quello che Chianti Classico è a Denominazione di Origine
Protetta), le virtù della robusta gastronomia contadina e
celebri salumi dei suoi macellai-vip.
Ma il Chianti è anche un territorio ricco di cultura, da
scoprire a poco a poco vagando le stradine e andando
alla scoperta di borghi, castelli, abbazie nascoste dietro a
ogni curva: dalla Badia a Passignano al paesino incantato
di Montefioralle, dalla Pieve di San Leonino al castello di
Brolio, fino alle alture del Monteluco.
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