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Itinerari
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Siena è sicuramente un'altra città eccellente della Toscana. Famosa per il suo avvincente Palio, che si corre due volte l'anno, Siena offre tante cose da vedere. Questi sono i nostri suggerimenti per trascorre un giorno a Siena e vedere i luoghi più belli e suggestivi.
Prima tra tutte Piazza del Campo, dove si corre appunto il Palio di Siena, con la sua particolare forma a conchiglia, dove si affacciano importanti palazzi. Tra questi il grandioso Palazzo Comunale, in mattoni rossi e marmo bianco, dove si trova il Museo Civico. All'interno sono conservati molti capolavori di artisti senesi, tra cui la bellissima Maestà di Simone Martini e il Buono e Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti. A fianco del Palazzo si erge maestosa la Torre del Mangia, tra le più alte d'Italia e dalla cui cima si può godere di una magnifica vista della città e della campagna senese. Sull'altra estremità della piazza si trova anche la monumentale Fonte Gaia di Jacopo della Quercia.
Il profilo della città è dominato dal fastoso Duomo di Siena, la Cattedrale di Santa Maria Assunta. Il suntuoso interno in stile romanico-gotico è caratterizzato da uno splendido pavimento a commessi marmorei raffiguranti 56 scene diverse. All'interno sono conservate importanti opere d'arte, tra cui il bellissimo pulpito di Nicola Pisano dalla particolare forma ottagonale. Dalla navata di sinistra si può inoltre ammirare l'affascinante Libreria Piccolomini affrescata dal Pinturicchio. Vicino al Duomo si trova il grande Battistero con il grande fonte battesimale di forma esagonale, portato a termine da illustri artisti tra cui Donatello.
E ancora la Chiesa Cateriniana di San Domenico dall'imponente architettura, che conserva la Sacra Testa, venerata reliquia di Santa Caterina da Siena, il Complesso museale di Santa Maria della Scala, che fonde insieme la storia passata e moderna della città con grandi opere d'arte.
Tra i musei da visitare a Siena il Museo dell'Opera del Duomo che espone la Maestà di Duccio di Buoninsegna, capolavoro unico nella storia dell'arte, la Pinacoteca Nazionale che conserva opere di Simone Martini, di Duccio di Buoninsegna ed altri importanti artisti senesi.
Passeggiare per le strade di Siena è particolarmente piacevole e suggestivo. Ogni quartieri rappresenta una contrada del Palio, il cui stemma è spesso appeso alle finestre e alle porte delle case e dei negozi. La passione per il palio a Siena si respira in ogni momento dell'anno ed in ogni luogo. Anzi, se capita, merita visitare il museo di una contrada per capirne l'essenza. |
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Il percorso "lungo" misura 205 km ed è interamente tracciato con segnaletica stradale, realizzata in collaborazione con la Provincia di Siena e l'Agenzia per il Turismo di Siena. La segnaletica consiste in cartelli di indicazione della direzione apposti agli incroci e di tabelle chilometriche che indicano il km progressivo e le distanze ai successivi centri abitati. La segnaletica consente anche di seguire il percorso "medio" da 135 km. I percorsi "corto" e "cicloturistico" non sono invece al momento segnalati in maniera permanente. Il percorso Eroica comincia a Gaiole in Chianti snodandosi tra storici vigneti per arrivare a sfiorare le mura di Siena. Da qui, pedalando su strade bianche accompagnate da immancabili cipressi, si entra nel magico mondo delle Crete fatto di grandi spazi e orizzonti ondulati. Si pedala sulla cresta che separa l’oceano di terra delle Crete dai boschi della verdissima Val di Merse. Murlo e le tracce della civiltà etrusca sono un momento importante e piacevole di questo viaggio. Oltrepassato l’Ombrone e attraversando i binari della linea del Treno Natura a La Befa, nel “Far West” delle Terre di Siena, si guadagna quota sulla strada bianca di Castiglion del Bosco, uno dei tratti più impegnativi dell’itinerario, che raggiunge la spettacolare altura di Montalcino nei pressi del Passo del Lume Spento, definito da Alfonso Gatto “davanzale per l’apocalisse”. Tra i nobili vigneti del Brunello si scende piacevolmente nel punto in cui si la Val d’Orcia si fonde con la Val d’Asso. Nei pressi di Torrenieri si lascia l’asfalto per transitare sulla strada di Cosona, una delle strade bianche più belle della Toscana: un trionfo di grandi spazi precede l’arrivo nel piccolo borgo di Lucignano d’Asso prima di tornare nel fondo della Val d’Asso e fare tappa a San Giovanni d’Asso, patria del tartufo, “oro bianco” delle Crete. Ancora 10 leggendari chilometri sulla strada bianca di Pieve a Salti per “atterrare” su Buonconvento dove si attraversa la Cassia. Dopo un breve tratto sulle tracce della Via Francigena si torna nella magia delle Crete percorrendo due strade bianche che non dovrebbero mancare nei ricordi o nei progetti di viaggiatori veri in cerca dell’essenza del paesaggio senese: la via di Montacuto e la straordinaria via di Monte Sante Marie. Tra i due piccoli ma impegnativi “viaggi bianchi” si torna nella vita quotidiana nel borgo di Asciano, ideale punto tappa. A Castelnuovo Berardenga si torna nel Chianti. Grano, mulini e farina lasciano spazio nuovamente a vigneti, cantine e vino. La parte finale dell’”eroico” itinerario transita tra pievi e poderi lungo la strada di Vagliagli. Da Radda ci si affaccia sul pregiato paesaggio chiantigiano e si pedala verso Vertine, ultimo gioiello di pietra, prima di scendere dalla sella nella piazza di Gaiole, punto di partenza e arrivo del “pianeta Eroica”. CARATTERISTICHE TECNICHE. Il percorso permanente dell’Eroica si sviluppa per complessivi 205 km e presenta caratteristiche tecniche che fanno di questo itinerario una grande opportunità per chi pratica il cicloturismo. L’itinerario, interamente segnalato, si caratterizza per un’altimetria in continuo movimento su strade asfaltate e sterrate. In particolare la parte sterrata si sviluppa per 112 km su tracciati che presentano un fondo regolare. Il dislivello totale del percorso si attesta sui 3.500 metri. Gli “eroici” che l’affrontano il giorno della manifestazione compiono un’impresa giornaliera, mentre chi la vuole affrontare con lo spirito del cicloturista potrà completare l’intero percorso in più giorni. Un cicloturista mediamente allenato può affrontarla tranquillamente in 3 tappe, ma chi viaggia “senza fretta” con l’intenzione di vivere e conoscere il territorio, oltre a pedalare può programmare anche un periodo di 5 giorni. In realtà si tratta di 200 km impegnativi che si snodano su strade di grande contenuto paesaggistico ma tecnicamente di tutto rispetto. Le salite non son mai troppo lunghe ma richiedono comunque un certo impegno. La bici consigliata è una “tuttoterreno” o “ibrida” con copertoncini leggermente tassellati per affrontare in tutta tranquillità le strade sterrate. Di fondamentale importanza un cambio tipo mountain bike con tripla moltiplica (24 - 27 rapporti) per pedalare agilmente anche sui tratti di salita. |
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Il Canale Maestro della Chiana - In bici nella Toscana della natura e dell’uomo
La pedalata lungo il Canale Maestro della Chiana è un viaggio nel tempo e negli elementi: si pedala nel cuore della civiltà etrusca e nel segno delle acque in un territorio disegnato dalle forze della natura e dalle mani dell’uomo. La storica opera di bonifica iniziata nel XVI secolo ha trasformato la Val di Chiana in un importante centro agricolo; ancora oggi l’economia locale è fortemente radicata ai prodotti della sua terra dove si pedala sulle strade del formaggio e della frutta, dell’olio, del vino e della chianina. Tra Arezzo e Chiusi molteplici sono le possibilità di entrare in sintonia col cuore di una terra tutta da vivere, nel segno della storia e dell’arte lungo la storica via d’acqua, lasciandosi tentare dalle eccellenze di un territorio che, al di là delle etichette, profuma di autenticità. Il sentiero ciclopedonale del Canale Maestro della Chiana che unisce Arezzo con Chiusi è un percorso di circa 62 km attrezzato e protetto per chi viaggia lentamente, in bici o a piedi. L’antica strada utilizzata per la manutenzione del canale e delle chiuse costituisce infatti un tracciato naturale privo di dislivelli e particolarmente adatto ad un turismo sportivo familiare. |
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Visitare Firenze in 24 ore
24 ore a Firenze: la città merita qualche ora in più, tuttavia puoi già farti un'idea. Con un solo giorno vorrai vedere i monumenti principali, girare per il "cuore" del centro cittadino. Parti da piazza del Duomo, dove si fronteggiano la cattedrale di Santa Maria del Fiore iniziata da Arnolfo di Cambio nel 1296, e coronata solo nel 1436 dal capolavoro di Filippo Brunelleschi.
La Cupola è il simbolo di Firenze, una costruzione ardita e maestosa, dalla quale si gode un fantastico panorama sulla città, oltre che sull'interno della Cattedrale. Di lato alla facciata un altro gigante, il campanile di Giotto, slanciato nei suoi cromatismi, altro punto panoramico della città. Di fronte al Duomo vedi il più antico Battistero di San Giovanni, in stile romanico, ornato da porte in bronzo di Ghiberti e Andrea Pisano. Seguendo l'animata via dei Calzaiuoli arrivi in piazza della Signoria, il cuore politico di Firenze. Qui si erge dalla fine del 1200 il Palazzo della Signoria o Palazzo Vecchio, la sede del Comune di Firenze oltre che museo. Varcando la soglia del cortile interno puoi ammirare la fontana con il putto di Verrocchio e gli affreschi di Vasari. Sulla piazza la Loggia dei Lanzi, trecentesca, espone statue famosissime come Perseo di Benvenuto Cellini o il Ratto delle Sabine di Giambologna. Collegato a Palazzo Vecchio l'imponente edificio degli Uffizi, progettati da Vasari nel 16° secolo come sede della Cancelleria Medicea, e ora museo, uno dei più importanti al mondo. La Galleria ospita pitture dai primitivi (Cimabue, Giotto) al Manierismo, ed è un compendio della pittura rinascimentale italiana, per le opere di Botticelli, Filippo Lippi, Paolo Uccello, Leonardo Da Vinci, Michelangelo. La visita della Galleria necessita di alcune ore; se non hai tempo prosegui a piedi verso il Ponte Vecchio. Un simbolo della città, il ponte che ha resistito alle distruzioni belliche e alle piene del fiume Arno è dal 1500 la sede di botteghe e laboratori degli orafi. Superato il ponte sei di là d'Arno, un concetto importante a Firenze. Dei quattro quartieri storici tre (San 24_ore-02Giovanni, Santa Maria Novella e Santa Croce) sono di qua d'Arno, uno solo, Santo Spirito, sulla riva sinistra del fiume. La direttrice dal Ponte Vecchio ti porta in piazza Pitti, dove domina la facciata del maestoso Palazzo omonimo. Di origine quattrocentesca, fu acquistato da Eleonora, moglie del granduca Cosimo I e divenne la nuova reggia della famiglia Medici, che prima risiedeva nel Palazzo della Signoria. Fu ingrandito e arricchito di un meraviglioso parco, il Giardino di Boboli. Palazzo Pitti è sede di numerosi musei, e il giardino è uno di questi. Se hai ancora un po' di tempo dirigiti verso piazza Santo Spirito: potrai goderti un po' l'atmosfera vivace di questa parte di città. Il quartiere è sede di numerose attività artigiane, e vi si respira un'atmosfera autentica. La piazza Santo Spirito, una delle poche alberate in città, è contornata da bei palazzi e dalla chiesa, progettata da Filippo Brunelleschi nel 1444. Oltre alla purezza delle linee architettoniche, l'interno custodisce importanti opere d'arte |
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Viaggio nell'intimità delle Terre di Siena
Il viaggio comincia a Poggibonsi, antico borgo che, a dispetto della sua moderna “cintura”, offre al visitatore un centro storico di gran pregio che si trova nel punto di confluenza dei fiumi Staggia e Elsa. I motivi di visita di questo borgo sono molti: dalla Collegiata alla trecentesca chiesa di San Lorenzo, dal Palazzo Pretorio alla chiesa di San Lucchese. Da Poggibonsi si raggiunge facilmente San Gimignano, la città delle torri. Ci troviamo in uno dei luoghi più visitati che naturalmente non ha bisogno di presentazioni particolari. Il suggerimento è quello di godersi questo luogo quando il fiume di turisti non invade piazze e vie del borgo, dunque alle prime ore del mattino o poco prima del tramonto. Da un punto di vista urbanistico e architettonico la città è una porta per entrare direttamente nell’atmosfera trecentesca della repubblica fiorentina. Le torri gentilizie rimaste in piedi sono “solo” 15 sulle 72 originariamente esistenti e guardano dall’alto un microcosmo di vicoli e slarghi che si rincorrono tra le piazze del Duomo e della Cisterna. Il nostro viaggio prosegue sulla via della Vernaccia, orgoglioso della sua storia (primo D.O.C. d’Italia, ora D.O.C.G.) e della sua dorata trasparenza che si pone in antitesi ai grandi, nobili, famosi, ricchi rossi di Toscana. A Castel San Gimignano si gira a destra per poco sulla S.S. 68 (direz. Volterra) e poi a sinistra verso Casole d’Elsa. Comincia qui il viaggio nella Toscana più intima e segreta, entrando in piena Val d’Elsa. In breve si raggiunge Casole d’Elsa, avamposto fortificato della repubblica senese. La cinta muraria del paese conserva sul versante orientale due torri circolari; la Collegiata di Santa Maria Assunta (1161), il Palazzo Pretorio e la Rocca trecentesca costituiscono l’asse di pietra su cui si regge la memoria storica di questo borgo che oggi regala pace e tranquillità, soprattutto nella campagna circostante. In accentuato saliscendi, una delle strade più belle della zona, da percorrere lentamente, conduce a Mensano, antico borgo - castello dove anche il resto della Toscana sembra lontano ed è facile percepire la dimensione umana dei luoghi. Da Mensano si procede seguendo le indicazioni per Radicondoli. Dopo circa 7 km si giunge in loc. Casone dove si piega a destra fino a Radicondoli. Benvenuti su un belvedere indimenticabile. Attraversato tutto il borgo lungo la via centrale si raggiunge un piccolo slargo con panchina sulla destra. E’ questo il luogo ideale per guardare, a metà strada fra terra e cielo, i profili ondulati della Toscana e delle Terre di Siena. E’ uno spettacolo da non perdere. Tornati sui nostri passi, in loc. Casone, si prosegue a destra e, al successivo bivio ancora a destra, passando per Belforte e Montingegnoli, due castelli lontani dalle grandi vie di transito e, nonostante le ridotte dimensioni, di gran pregio architettonico e urbanistico. Da Montingegnoli si prende la strada per Montalcinello e successivamente Chiusdino entrando nel territorio della Val di Merse. Ci troviamo in terra di confine; è qui infatti che le Terre di Siena strizzano l’occhio alla Maremma. Nel borgo di Chiusdino si trovano la chiesa di San Martino detta “fuori le mura”, la Parrocchia, attigua alla casa natale di San Galgano, e la chiesa della Compagnia Cistercense di San Galgano con un interessante bassorilievo (1466) raffigurante San Galgano che conficca la spada nella roccia. E’ nel comune di Chiusdino che sorgono l’abbazia cistercense di San Galgano e la cappella di Monte Siepi, meta finale del nostro viaggio dove si rimane senza fiato, col naso all’insù guardando il “tetto di cielo” della cattedrale. |
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In Volo sulle Crete, da Siena a Sant'angelo in Colle
Si naviga su strade che seguono traiettorie imprevedibili disegnando la rotta in un paesaggio in continua mutazione: primavera, estate, autunno e inverno. La stessa strada attraversa nelle stagioni la spiccata diversità degli stessi luoghi che cambiano colori, luci, atmosfere.
Da Siena si parte in direzione Sinalunga - Bettolle. Dopo poco, raggiunto il bivio di Taverne d’Arbia, si piega a destra. Oltrepassato il ponte sull’Arbia si raggiunge l’abitato di Taverne. Benvenuti sulla Lauretana, una delle strade più spettacolari del senese. Il nastro d’asfalto corre quasi sempre in cresta accarezzando il paesaggio delle Crete dove trionfa il profumo della terra e del grano. Si vola alti prima di atterrare ad Asciano, piccola “capitale”. Nel cuore del borgo i grandi spazi delle Terre di Siena diventano improvvisamente raccolti e delimitati dall’opera dell’uomo. Il piccolo viaggio ascianese comincia con la basilica di Sant’Agata (XI sec. e modifiche del ‘500, ‘600, ‘800), prosegue col Museo di Arte Sacra che conserva una collezione di opere trecentesche e quattrocentesche e, attraverso il corso Matteotti, passa nel cuore della piccola città affacciandosi sulla chiesa gotica di San Bernardino (sede del Museo Etrusco) e la chiesa tardogotica di Sant’Agostino. Molto bella per l’essenzialità della sua architettura la chiesa di San Francesco (XIII sec).
Da Asciano si risale verso i profili collinari che annunciano l’altura di Chiusure dove, con una breve deviazione, si raggiunge l’Abbazia di Monteoliveto Maggiore, importante tappa di questo viaggio. E’ il centro spirituale di questo territorio che si esprime con l’arte suprema e opere raffinate come il chiostro affrescato da Sodoma e Signorelli, e il magnifico coro ligneo intarsiato da Giovanni da Verona. Tornati a Chiusure si continua fino a San Giovanni d’Asso, il regno del tartufo bianco che viene celebrato nella tradizionale Mostra Mercato ospitata ogni mese di novembre nel Castello che si erge dal “Borghetto”, la parte più alta del paese. Meritano una visita la chiesa romanica di San Giovanni Battista e, nella parte bassa del paese, la chiesa di San Pietro in Villore (XI - XII sec). La strada corre ora senza curve e controcurve, rilassandosi nel fondo della Val d’Asso fino ai piedi del colle profumato di Brunello, dove si erge il borgo di Montalcino. Dopo un brevissimo tratto sulla Cassia si piega a destra e si comincia a salire dolcemente tra i vigneti fino alla sommità. Montalcino e il suo Brunello si presentano con un calice di pregiato nettare. Così come si degusta un vino pregiato, allo stesso modo si viaggia nel borgo alla ricerca di luoghi e momenti meditativi. Tra enoteche, caffè, botteghe il tempo si dilata e lo spazio si riempie di pietre nobili: dal Palazzo Vescovile e le chiese di Sant’Agostino, Sant’Egidio e San Francesco (tutte risalenti al XIII-XIV sec), al Santuario della Madonna del Soccorso. Da Montalcino si prosegue verso il Passo del Lume Spento dove si oltrepassano le spalle dell’imponente colle per cominciare a scendere, sempre tra estesi vigneti, fino a Sant’Angelo in Colle, che si affaccia sulla Val d’Orcia e sul vulcano dormiente dell’Amiata. Il viaggio finisce qui ma è naturale e altamente consigliato il proseguimento verso la straordinaria abbazia romanica di Sant’Antimo, luogo di grande suggestione a due passi dal borgo di Castelnuovo dell’Abate.
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SentierElsa-Passeggiata naturalistica a Colle Val d'Elsa
Il percorso di questo itinerario, detto Sentierelsa, inizia a Gracciano, a sud dell'abitato di Colle di Val d'Elsa, dal ponte di San Marziale e corre a fianco al letto del fiume per 2 km fino ad arrivare alla località di San Giorgio. L'entrata è situata alla sinistra, allontanandosi da Colle di Val d'Elsa, del ponte di San Marziale. Quì si trovano subito, visibili anche dalla passerella pedonale del ponte stesso, la Steccaia ed il Callone Reale, due importanti opere di ingegneria idraulica, di grande importanza per la città in quanto sin dall'epoca medioevale venivano utilizzate per incanalare parte dell'acqua del fiume Elsa. L'acqua poteva così essere sfruttata per l'irrigazione, come forza motrice prima per i mulini, poi per le cartiere e le ferriere e per usi industriali diversi. In particolare 'La Steccaia' serve a trattenere e deviare in parte l'acqua del fiume Elsa, grazie ad un sistema di tavole mobili da inserire in blocchi di pietra a formare una steccaia, ossia uno sbarramento al libero scorrimento dell'acqua, mentre il 'Callone Reale' è una saracinesca che regola la quantità di afflusso dell'acqua nel canale che scorre verso la città e che viene detto gora. La data di costruzione di questo sistema idraulico non è precisa; alcune fonti la collocano nel X secolo. Conosciamo però con esattezza la data della sua restaurazione avvenuta nel 1606 'sotto gli auspici' di Ferdinando I dei Medici, Granduca di Toscana, come riporta una lapide posta dai Medici stessi poco più sotto il Callone. Dopo 200 metri troviamo la cascata del Diborrato: un salto alto 15 metri e profondo oltre 10 metri, nel secolo passato luogo balneare per i colligiani. Scendendo lungo il percorso, situate sotto la cascata, troviamo le Grotte dell'Orso, così chiamate perché hanno una vaga somiglianza con la figura di un orso. Il sentiero si allontana dal fiume per un tratto di 100 metri, per poi ricongiungersi con questo nella zona dove è presente un enorme masso piatto. Arriviamo quindi presso le Gore Rotte, dove è situata un'altra entrata al parco, con alcuni ponticini e passerelle in stile tibetano. Il percorso continua ancora per circa 1 km per arrivare alla località di San Giorgio dove è stato costruito un attraversamento del fiume. Sotto questa zona si trovano la Conchina, il Masso Bianco , la Nicchia e la Spianata dei Falchi, così chiamati negli anni '30 e '40 del secolo scorso come "il mare di Colle". Il percorso è caratterizzato da scalini, ringhiere di legno, piccoli attraversamenti e staccionate di sicurezza, con numerosi cartelli di indicazione sulle tipicità dei luoghi. |
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