Vacanze in agriturismo in campagna toscana chianti - Offerte Last minute agriturismo Toscana

Agriturismi, Case Vacanza ed Affittacamere in Toscana
Chianti ferie è un Consorzio nato nel 1985 tra alcuni dei precursori dell'agriturismo. Gli agriturismi del Consorzio sono tutti fattorie in aperta campagna del Chianti senese e con produzione agricola.

Itinerari



IL PALIO DI SIENA

Il Palio non è una manifestazione riesumata ed organizzata a scopo turistico: è la vita del popolo senese nel tempo e nei diversi suoi aspetti e sentimenti. Esso ha origini remote con alcuni regolamenti ancor oggi validi dal 1644, anno in cui venne corso il primo palio con i cavalli, così come ancora avviene, in continuità mai interrotta.
Il territorio della Città è diviso in diciassette Contrade con dei confini stabiliti nel 1729 dal Bando di Violante di Baviera, Governatrice della Città.

Ogni Contrada è come un piccolo stato, retto da un Seggio con a capo il Priore e guidato nella "giostra" da un Capitano, coadiuvato da due o tre contradaioli detti "mangini".
Possiede, entro il suo territorio, una Chiesa con annessa la sede ove viene custodito tutto il suo patrimonio: cimeli, drappelloni delle vittorie, costumi della Comparsa - quelli in uso e molti di antica data - bandiere, archivio e tutto quanto altro concerne la vita della Contrada stessa.

Dieci Contrade su 17 corrono il Palio del 2 luglio, le sette che non hanno corso il Palio del luglio dell'anno precedente a cui se ne aggiungono tre sorteggiate tra le dieci che lo corsero.

L'estrazione avviene l'ultima Domenica di maggio.
Analogamente per il Palio del 16 agosto, con estrazione delle tre nella prima Domenica dopo il Palio di luglio.

Le 10 Contrade partecipano alla corsa del Palio con un cavallo che viene loro assegnato per estrazione a sorte da una rosa di cavalli selezionati tra quelli fisicamente idonei.

Le prove di idoneità e l'assegnazione dei cavalli avvengono 3 giorni prima del Palio (la mattina del 29 giugno e del 13 agosto rispettivamente per i due pali); prima del Palio si svolgono 6 corse di prova (una la mattina ed una il pomeriggio) durante le quali il fantino (scelto dalla Contrada) prende dimestichezza con il cavallo.

Si può assistere alle corse di prova ed al Palio accedendo a pagamento alle tribune (palchi) sistemati attorno alla Piazza o alle finestre e balconi che vi si affacciano, oppure gratuitamente dall'interno della Piazza.

La corsa del Palio è preceduta da un corteo (Passeggiata Storica) a cui prendono parte oltre 600 figuranti in rappresentanza delle 17 Contrade e di istituzioni della antica Repubblica di Siena.
Il corteo parte dalla Piazza del Duomo nelle prime ore del pomeriggio, e si snoda per alcune vie del centro cittadino prima di sfilare nella Piazza del Campo.

La corsa vera e propria consiste nel percorrere per tre volte il giro della Piazza del Campo, opportunamente sistemata e attrezzata allo scopo, montando a pelo (senza sella) il cavallo.


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Arte e Terme: relax in Toscana

Tutto in una sola vacanza

La terra del sole, della buona tavola, del benessere e dell'arte: in Toscana non manca proprio niente. Chi ha detto che in vacanza bisogna accontentarsi? Qui avrete l'occasione di vivere un'esperienza indimenticabile, abbinando modi  diversi di viaggiare e scoprendo tutto ciò che il territorio riserva per voi. Conosciuta per le città d'arte più belle al mondo, la Toscana è  la location ideale  per un magico tour fra le perle storiche di un patrimonio inestimabile.

Pittura, scultura e letteratura, fanno pensare subito a Firenze. La culla del Rinascimento offre al visitatore attento e curioso un viaggio nel mondo artistico italiano. All'ombra della Cupola del Brunelleschi e del Campanile di Giotto, - solo per citare alcuni  monumenti - vi sentirete parte di un pezzo di storia grandioso e inimitabile. Nella Galleria degli Uffizi, vi "perderete" tra le luci e i colori dei più grandi capolavori dell'umanità. Giotto, Botticelli, Da Vinci sono solo alcuni dei grandi artisti che potrete ammirare in una delle pinacoteche più preziose al mondo, custode di tesori inestimabili.

Un tuffo indietro nel tempo è ancora possibile. Il centro storico di Siena, la città del palio, l'inconfondibile skyline di San Gimignano, e Lucca, dalle imponenti mura, sono le cittadine medievali più incantevoli e più autentiche d'Italia. L'unicità di questa regione è proprio nell'aver mantenuto intatte le proprie caratteristiche indistiguibili, frutto di un periodo storico particolare. Passeggiando in piazza del campo o sotto le torri della Manhattan toscana, farete un salto nel passato e vi sembrerà di vivere una giornata nel Medioevo.

Trekking urbano, pinacoteche nazionali e musei, per un arricchimento personale e culturale che non ha eguali. Per chi però vuole anche staccare la spina e concedere un pò di tempo anche a se stesso, le terme toscane vi aspettano. Le Terme di Montepulciano e di Chianciano, nel cuore della Val d'Orcia, gli stabilimenti termali di Rapolano Terme nelle lunari crete senesi, sono solo alcuni esempi delle località termali a un passo dalle città più belle, ma lontane quanto basta per dimenticare i ritmi frenetici della vita di tutti i giorni. Lasciatevi coccolare dai trattamenti di benessere pensati giusto per voi: tecniche innovative e tradizionali per un'esperienza all'insegna del benessere e del relax.

Questa è solo una minima parte di cosa vi aspetta. Preparate le valigie e volate in Toscana: l'incontro con questa terra eccezionale vi farà innamorare


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TOSCANA DA MONDIALE:SULLE STRADE DEI CAMPIONI DEL CICLISMO

Undici itinerari tra arte, terme e natura

Si dice che per apprezzare una terra e le sue bellezze si debba imparare a gustarla pian piano, percorrendola secondo i ritmi lenti della natura.  C’è chi ama lunghe passeggiate e chi preferisce invece percorrere strade di città, di campagna o di montagna in sella ad una bicicletta, seguendo curve, salite, discese che si aprono su scenari da sogno. Itinerari di sport e turismo di grande appeal,  proprio come quelli che seguiranno i grandi campioni del ciclismo nel corso dei Mondiali 2013, in programma in Toscana dal 21 al 29 settembre.  Undici itinerari attraverso luoghi incantevoli, città d’arte e natura, sulle strade dove hanno corso Gino Bartali, Fiorenzo Magni, Gastone Nencini e Franco Ballerini, campioni che hanno scritto la storia del ciclismo. Sono le strade che raccontano la storia di uno sport ma anche la bellezza di un territorio, le sue peculiarità, l’arte, la cultura, le tradizioni. Così, chi decide di visitare la Toscana, potrà scegliere di seguire l’itinerario dei Mondiali, a piedi, in bici, in mountain bike e perché no, anche in moto. Gli appassionati di ciclismo o semplicemente gli  amanti del turismo slow, avranno modo di visitare alcune delle tappe  simbolo della manifestazione sportiva internazionale.

Tra queste Firenze, Lucca, Pistoia e Montecatini, location d’eccellenza del Mondiale 2013, città storiche tra le più belle d’Italia, ricche di meraviglie  naturali ed architettoniche, che tramandano ancora oggi le nobili tradizioni del proprio passato.  Angoli di città che si alternano a scenari inediti di un territorio vasto e spettacolare, per la  particolarità e la varietà dei luoghi, per la conformazione del paesaggio e la  difficoltà delle strade con le quali  gli appassionati delle due ruote si potranno confrontare: dalle salite impervie fino alle dolci discese e i lunghi tratti pianeggianti. Le competizioni e le gare a cronometro infatti hanno sempre un tracciato invitante e suggestivo, che si snoda, nel nostro caso, lungo gli scenari dell’entroterra toscano da Lucca a Pistoia, per giungere fino a Firenze.

Sono tanti poi le iniziative per omaggiare i ricordi storici del ciclismo.

Il primo appuntamento è il 22 settembre per la cronometro a squadre Donne Elite che correranno sullo stesso tracciato dove nel 1870 si è svolta la prima gara ciclistica nazionale. Un totale di 36,10 km con partenza da Piazza Duomo di Pistoia e arrivo a Firenze (Mandela Forum). Un omaggio a questo evento che verrà poi bissato anche nella cronometro individuale Uomini Under 23, il 24 settembre.

Ma il percorso più spettacolare è senz’altro quello che affronteranno gli Uomini Elite che partiranno  il 29 settembre dalle imponenti Mura di Lucca, (che compiono proprio  nel giorno della gara 500 anni) per correre fino a Firenze.  267 Km e 59 in salita, passando per Montecatini Terme e Pistoia. Un tracciato molto impegnativo  che appassionerà i turisti amanti dello sport e che vede la prima difficoltà con la salita di Montecatini Alto (intorno ai 30 Km), seguita dallo strappo del San Baronto (al Km 50), per poi seguire con la volata in discesa verso le strade percorse da Franco Ballerini. Infine si entra nel vivo delle strade del  Rinascimento Fiorentino per 11 volte: in ogni girò si affronterà una salita, quella di Fiesole , altro di suggestivo fascino della Toscana (4,5 km al 6%) e poi quella di via Bolognese, 590 metri all’11% con pendenza massima del 19,4%.

Dalla Lucca medievale, al passaggio dal centro di Montecatini Terme, dalla zona delle Terme e la salita di Vico fino alle perle della Valdinievole e della Valle di Bisenzio sono tante quindi le occasioni di percorrenza per coloro che decideranno di avventurarsi lungo gli itinerari delle due ruote e del Mondiale targato Toscana:  undici gare per undici percorsi che potranno essere affrontati  dai cicloturisti che ricercano l’emozione di ripercorrere le tracce dei grandi del ciclismo.  Sarà un’immersione autentica nel territorio e un’ occasione per ammirare  paesaggi da cartolina che tolgono il fiato. Il tutto, ovviamente, in Toscana.


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Arezzo in un giorno

Arezzo è una splendida città della Toscana. Tra le più ricche della regione si erge fiera su un colle all'incrocio con quattro valli. Situata lungo la Via Cassia ha sempre avuto un ruolo importante e di rilievo nella storia toscana.

Molti i monumenti, le chiese e i musei da visitare ad Arezzo. Questi vogliono essere alcuni consigli e suggerimenti su cosa vedere in questa splendida città.

L'attrattiva principale della città è sicuramente la Basilica di San Francesco, situate nel centro della città. All'interno della Basilica si trova la famosa Cappella Bacci che conserva il meraviglioso ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce, capolavoro della pittura rinascimentale di Piero della Francesca.

Proseguendo lungo Corso Italia si arriva alla Pieve di Santa Maria, caratterizzata da una interessante facciata romanica con colonnato. All'interno sono conservati un polittico di Pietro Lorenzetti del 1320, Madonna e Santi e una Croce lignea di Margarito del XIII secolo. Della antica facciata si può ammirare lo straordinario ciclo medievale raffigurante i dodici Mesi.

Si arriva poi nella Piazza Grande, costeggiata su un lato dal Loggiato del Vasari e dal Palazzo della Fraternita dei Laici con la Madonna della Misericordia di Bernardo Rossellino in una lunetta della facciata. La piazza è famosa per essere stata il set cinematografico della "La vita è bella" di Roberto Benigni.

Nella parte alta della città si erge maestoso il Duomo di Arezzo, intitolato a San Donato. Sorto su un'antica chiesa paleocristiana, la cattedrale è famosa per le bellissime vetrate. Le sette finestre, capolavoro dell'arte vetraria, furono eseguite nel '500 dal maestro francese Guillaume de Marcillat. All'interno si trovano anche una piccolo affresco di Piero della Francesca raffigurante Maddalena e alcune terraccotte di Andrea della Robbia. Merita una visita anche il Museo dell'Opera del Duomo che conserva tre crocifissi lignei del XII-XIII secolo, una Annuncianzione del Rossellino e alcuni dipinti del Vasari.

Altri lavori del Vasari sono conservati nella Casa di Vasari, da lui costruita nel 1540. Altre sue opere si possono ammirare al Museo d'Arte Medievale e Moderna, molto rinomato anche per la splendida collezione di maioliche.

Arezzo ha molto altro da offrire che difficilmente può essere visto in un giorno. Questi ovviamente vogliono essere solo consigli per spendere una giornata ad Arezzo.


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La traversata più classica lungo la via cassia

Partenza: Siena
Arrivo: Radicofani
Distanza: 72 km
Tempo disponibile: 1 gg
Itinerario: in auto

E’ la via storica per eccellenza che mette in comunicazione la città del Palio con la grande Roma. La storia viaggia su questa antichissima via consolare che assiste al cambiamento del tempo attraverso i secoli affacciandosi su quella Toscana che tutti cercano e sognano.

E’ una strada a scorrimento veloce ma invita ad una guida rilassata e risveglia il piacere di seguire con gli occhi il paesaggio in movimento.

Da Siena si parte verso sud seguendo le indicazioni per la S.S. 2 "Cassia". La strada si immette quasi subito nella solare e ampia Val d’Arbia attraversando luoghi di grande importanza storica. Per gran parte del percorso ricalca la storica via Francigena, dove il senso del viaggio ha lo spirito dei pellegrini che da Canterbury, passo dopo passo, puntavano verso Roma. Le tappe intermedie del primo tratto sono i paesi di Monteroni e Lucignano che scandiscono il percorso prima di raggiungere Buonconvento. Stiamo attraversando uno degli storici granai d’Italia.

Uomini e architetture raccontano di un paesaggio rurale ancora sostanzialmente integro. Le tracce più importanti della storia e di un’antica civiltà contadina di questa terra sono le grance, grandi magazzini di grano e di generi alimentari che, tra l’altro, furono anche punto d’appoggio per poveri, pellegrini e malati bisognosi. In epoca medievale le grance furono edifici rurali inseriti in complessi abbaziali con una funzione di conservazione dei prodotti agricoli. Elemento caratterizzante le grance senesi è un imponente struttura difensiva. Lungo questo percorso, poco prima dell’abitato di Monteroni d’Arbia, si incontra una delle grance più importanti, vale a dire quella di Cuna.
In prevalente pianura la Cassia raggiunge dopo 27 km Buonconvento, storicamente luogo d’incontri (anche scontri) e scambi. Nella sua pianta rettangolare, anticamente delimitata da una cinta muraria, conserva edifici monumentali a testimonianza di un passato importante. Oltre al Palazzo Comunale (con 25 stemmi degli altrettanti podestà che hanno governato la città fino al 1270) invita alla sosta il Museo di Arte Sacra della Val d’Arbia nel quale, in uno splendido contesto Liberty, sono radunate le opere provenienti da chiese e pievi sparse sul territorio delle Crete. Oltrepassata Buonconvento la Cassia insegue traiettorie più sinuose e, poco dopo Torrenieri, si affaccia sul paesaggio inconfondibile della Val d’Orcia nei pressi di San Quirico. Lo sguardo non mancherà di catturare lo scorcio forse più noto che identifica il paesaggio toscano caratterizzato dal gruppo di cipressi che emerge dalle terre ondulate.

Comincia qui il tratto più spettacolare della Cassia che, passando tra Montalcino e Pienza, raggiunge il borgo di Bagno Vignoni, con la sua magnifica piazza d’acqua. Inizia qui anche un viaggio virtuale che ha come filo conduttore l’acqua. Dal parco dei Mulini di San Quirico e le acque termali di Bagno Vignoni si prosegue infatti, alle falde dell’Amiata (antico vulcano) fino a Bagni San Filippo, altro borgo termale dove l’acqua sgorga dalle vene della terra a circa 50 gradi. E’ qui che si lascia il tracciato della Cassia per piegare a sinistra verso la spettacolare rocca di Radicofani dalla cui torre si gode di una vista aerea indimenticabile su tutta la Val d’Orcia. Il castello di Radicofani ebbe una notevole importanza strategica sulla via Francigena e lega la sua notorietà alla storia di Ghino di Tacco, ribelle ghibellino senese (menzionato da Dante nel VI canto del Purgatorio e da Boccaccio nel Decamerone) che espulso da Siena stabilì qui la sua dimora, base di partenza per le sue scorrerie.
Degna deviazione finale, per proseguire sulla via delle acque termali, è quella per San Casciano dei Bagni, luogo giusto per trovare conforto nel tepore di rilassanti vapori alle falde del monte Cetona, immersi in un ambiente ricco di storia e natura.


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Siena in un giorno

Siena è sicuramente un'altra città eccellente della Toscana. Famosa per il suo avvincente Palio, che si corre due volte l'anno, Siena offre tante cose da vedere. Questi sono i nostri suggerimenti per trascorre un giorno a Siena e vedere i luoghi più belli e suggestivi.

Prima tra tutte Piazza del Campo, dove si corre appunto il Palio di Siena, con la sua particolare forma a conchiglia, dove si affacciano importanti palazzi. Tra questi il grandioso Palazzo Comunale, in mattoni rossi e marmo bianco, dove si trova il Museo Civico. All'interno sono conservati molti capolavori di artisti senesi, tra cui la bellissima Maestà di Simone Martini e il Buono e Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti. A fianco del Palazzo si erge maestosa la Torre del Mangia, tra le più alte d'Italia e dalla cui cima si può godere di una magnifica vista della città e della campagna senese. Sull'altra estremità della piazza si trova anche la monumentale Fonte Gaia di Jacopo della Quercia.

Il profilo della città è dominato dal fastoso Duomo di Siena, la Cattedrale di Santa Maria Assunta. Il suntuoso interno in stile romanico-gotico è caratterizzato da uno splendido pavimento a commessi marmorei raffiguranti 56 scene diverse. All'interno sono conservate importanti opere d'arte, tra cui il bellissimo pulpito di Nicola Pisano dalla particolare forma ottagonale. Dalla navata di sinistra si può inoltre ammirare l'affascinante Libreria Piccolomini affrescata dal Pinturicchio. Vicino al Duomo si trova il grande Battistero con il grande fonte battesimale di forma esagonale, portato a termine da illustri artisti tra cui Donatello.

E ancora la Chiesa Cateriniana di San Domenico dall'imponente architettura, che conserva la Sacra Testa, venerata reliquia di Santa Caterina da Siena, il Complesso museale di Santa Maria della Scala, che fonde insieme la storia passata e moderna della città con grandi opere d'arte.

Tra i musei da visitare a Siena il Museo dell'Opera del Duomo che espone la Maestà di Duccio di Buoninsegna, capolavoro unico nella storia dell'arte, la Pinacoteca Nazionale che conserva opere di Simone Martini, di Duccio di Buoninsegna ed altri importanti artisti senesi.

Passeggiare per le strade di Siena è particolarmente piacevole e suggestivo. Ogni quartieri rappresenta una contrada del Palio, il cui stemma è spesso appeso alle finestre e alle porte delle case e dei negozi. La passione per il palio a Siena si respira in ogni momento dell'anno ed in ogni luogo. Anzi, se capita, merita visitare il museo di una contrada per capirne l'essenza.


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L'Eroica

Il percorso "lungo" misura 205 km ed è interamente tracciato con segnaletica stradale, realizzata in collaborazione con la Provincia di Siena e l'Agenzia per il Turismo di Siena. La segnaletica consiste in cartelli di indicazione della direzione apposti agli incroci e di tabelle chilometriche che indicano il km progressivo e le distanze ai successivi centri abitati. La segnaletica consente anche di seguire il percorso "medio" da 135 km. I percorsi "corto" e "cicloturistico" non sono invece al momento segnalati in maniera permanente.
Il percorso Eroica comincia a Gaiole in Chianti snodandosi tra storici vigneti per arrivare a sfiorare le mura di Siena. Da qui, pedalando su strade bianche accompagnate da immancabili cipressi, si entra nel magico mondo delle Crete fatto di grandi spazi e orizzonti ondulati. Si pedala sulla cresta che separa l’oceano di terra delle Crete dai boschi della verdissima Val di Merse.
Murlo e le tracce della civiltà etrusca sono un momento importante e piacevole di questo viaggio. Oltrepassato l’Ombrone e attraversando i binari della linea del Treno Natura a La Befa, nel “Far West” delle Terre di Siena, si guadagna quota sulla strada bianca di Castiglion del Bosco, uno dei tratti più impegnativi dell’itinerario, che raggiunge la spettacolare altura di Montalcino nei pressi del Passo del Lume Spento, definito da Alfonso Gatto “davanzale per l’apocalisse”.
Tra i nobili vigneti del Brunello si scende piacevolmente nel punto in cui si la Val d’Orcia si fonde con la Val d’Asso. Nei pressi di Torrenieri si lascia l’asfalto per transitare sulla strada di Cosona, una delle strade bianche più belle della Toscana: un trionfo di grandi spazi precede l’arrivo nel piccolo borgo di Lucignano d’Asso prima di tornare nel fondo della Val d’Asso e fare tappa a San Giovanni d’Asso, patria del tartufo, “oro bianco” delle Crete.
Ancora 10 leggendari chilometri sulla strada bianca di Pieve a Salti per “atterrare” su Buonconvento dove si attraversa la Cassia. Dopo un breve tratto sulle tracce della Via Francigena si torna nella magia delle Crete percorrendo due strade bianche che non dovrebbero mancare nei ricordi o nei progetti di viaggiatori veri in cerca dell’essenza del paesaggio senese: la via di Montacuto e la straordinaria via di Monte Sante Marie. Tra i due piccoli ma impegnativi “viaggi bianchi” si torna nella vita quotidiana nel borgo di Asciano, ideale punto tappa.
A Castelnuovo Berardenga si torna nel Chianti. Grano, mulini e farina lasciano spazio nuovamente a vigneti, cantine e vino. La parte finale dell’”eroico” itinerario transita tra pievi e poderi lungo la strada di Vagliagli. Da Radda ci si affaccia sul pregiato paesaggio chiantigiano e si pedala verso Vertine, ultimo gioiello di pietra, prima di scendere dalla sella nella piazza di Gaiole, punto di partenza e arrivo del “pianeta Eroica”.
CARATTERISTICHE TECNICHE.
Il percorso permanente dell’Eroica si sviluppa per complessivi 205 km e presenta caratteristiche tecniche che fanno di questo itinerario una grande opportunità per chi pratica il cicloturismo. L’itinerario, interamente segnalato, si caratterizza per un’altimetria in continuo movimento su strade asfaltate e sterrate. In particolare la parte sterrata si sviluppa per 112 km su tracciati che presentano un fondo regolare. Il dislivello totale del percorso si attesta sui 3.500 metri.
Gli “eroici” che l’affrontano il giorno della manifestazione compiono un’impresa giornaliera, mentre chi la vuole affrontare con lo spirito del cicloturista potrà completare l’intero percorso in più giorni. Un cicloturista mediamente allenato può affrontarla tranquillamente in 3 tappe, ma chi viaggia “senza fretta” con l’intenzione di vivere e conoscere il territorio, oltre a pedalare può programmare anche un periodo di 5 giorni.
In realtà si tratta di 200 km impegnativi che si snodano su strade di grande contenuto paesaggistico ma tecnicamente di tutto rispetto. Le salite non son mai troppo lunghe ma richiedono comunque un certo impegno. La bici consigliata è una “tuttoterreno” o “ibrida” con copertoncini leggermente tassellati per affrontare in tutta tranquillità le strade sterrate. Di fondamentale importanza un cambio tipo mountain bike con tripla moltiplica (24 - 27 rapporti) per pedalare agilmente anche sui tratti di salita.


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Il Canale Maestro della Chiana - In bici nella Toscana della natura e dell’uomo

La pedalata lungo il Canale Maestro della Chiana è un viaggio nel tempo e negli elementi: si pedala nel cuore della civiltà etrusca e nel segno delle acque in un territorio disegnato dalle forze della natura e dalle mani dell’uomo.
La storica opera di bonifica iniziata nel XVI secolo ha trasformato la Val di Chiana in un importante centro agricolo; ancora oggi l’economia locale è fortemente radicata ai prodotti della sua terra dove si pedala sulle strade del formaggio e della frutta, dell’olio, del vino e della chianina. Tra Arezzo e Chiusi molteplici sono le possibilità di entrare in sintonia col cuore di una terra tutta da vivere, nel segno della storia e dell’arte lungo la storica via d’acqua, lasciandosi tentare dalle eccellenze di un territorio che, al di là delle etichette, profuma di autenticità.
Il sentiero ciclopedonale del Canale Maestro della Chiana che unisce Arezzo con Chiusi è un percorso di circa 62 km attrezzato e protetto per chi viaggia lentamente, in bici o a piedi. L’antica strada utilizzata per la manutenzione del canale e delle chiuse costituisce infatti un tracciato naturale privo di dislivelli e particolarmente adatto ad un turismo sportivo familiare.


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Visitare Firenze in 24 ore

24 ore a Firenze: la città merita qualche ora in più, tuttavia puoi già farti un'idea. Con un solo giorno vorrai vedere i monumenti principali, girare per il "cuore" del centro cittadino. Parti da piazza del Duomo, dove si fronteggiano la cattedrale di Santa Maria del Fiore iniziata da Arnolfo di Cambio nel 1296, e coronata solo nel 1436 dal capolavoro di Filippo Brunelleschi.

 La Cupola è il simbolo di Firenze, una costruzione ardita e maestosa, dalla quale si gode un fantastico panorama sulla città, oltre che sull'interno della Cattedrale. Di lato alla facciata un altro gigante, il campanile di Giotto, slanciato nei suoi cromatismi, altro punto panoramico della città.
Di fronte al Duomo vedi il più antico Battistero di San Giovanni, in stile romanico, ornato da porte in bronzo di Ghiberti  e Andrea Pisano.
Seguendo l'animata via dei Calzaiuoli arrivi in piazza della Signoria, il cuore politico di Firenze.
Qui si erge dalla fine del 1200 il Palazzo della Signoria o Palazzo Vecchio, la sede del Comune di Firenze oltre che museo. Varcando la soglia del cortile interno puoi ammirare la fontana con il putto di Verrocchio e gli affreschi di Vasari. Sulla piazza la Loggia dei Lanzi, trecentesca, espone statue famosissime come Perseo di Benvenuto Cellini o il Ratto delle Sabine di Giambologna.
Collegato a Palazzo Vecchio l'imponente edificio degli Uffizi, progettati da Vasari nel 16° secolo come sede della Cancelleria Medicea, e ora museo, uno dei più importanti al mondo. La Galleria ospita  pitture dai primitivi (Cimabue, Giotto) al Manierismo, ed è un compendio della pittura rinascimentale italiana, per le opere di Botticelli, Filippo Lippi, Paolo Uccello, Leonardo Da Vinci, Michelangelo. La visita della Galleria necessita di alcune ore; se non hai tempo prosegui a piedi verso il Ponte Vecchio. Un simbolo della città, il ponte che ha resistito alle distruzioni belliche e alle piene del fiume Arno è dal 1500 la sede di botteghe e laboratori degli orafi.
Superato il ponte sei di là d'Arno, un concetto importante a Firenze. Dei quattro quartieri storici tre (San 24_ore-02Giovanni, Santa Maria Novella e Santa Croce) sono di qua d'Arno, uno solo, Santo Spirito, sulla riva sinistra del fiume. La direttrice dal Ponte Vecchio ti porta in piazza Pitti, dove domina la facciata del maestoso Palazzo omonimo. Di origine quattrocentesca, fu acquistato da Eleonora, moglie del granduca Cosimo I e divenne la nuova reggia della famiglia Medici, che prima risiedeva nel Palazzo della Signoria. Fu ingrandito e arricchito di un meraviglioso parco, il Giardino di Boboli. Palazzo Pitti è sede di numerosi musei, e il giardino è uno di questi.
Se hai ancora un po' di tempo dirigiti verso piazza Santo Spirito: potrai goderti un po' l'atmosfera vivace di questa parte di città. Il quartiere è sede di numerose attività artigiane, e vi si respira un'atmosfera autentica. La piazza Santo Spirito, una delle poche alberate in città, è contornata da bei palazzi e dalla chiesa, progettata da Filippo Brunelleschi nel 1444. Oltre alla purezza delle linee architettoniche, l'interno custodisce importanti opere d'arte


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Viaggio nell'intimità delle Terre di Siena

Il viaggio comincia a Poggibonsi, antico borgo che, a dispetto della sua moderna “cintura”, offre al visitatore un centro storico di gran pregio che si trova nel punto di confluenza dei fiumi Staggia e Elsa.
I motivi di visita di questo borgo sono molti: dalla Collegiata alla trecentesca chiesa di San Lorenzo, dal Palazzo Pretorio alla chiesa di San Lucchese. Da Poggibonsi si raggiunge facilmente San Gimignano, la città delle torri. Ci troviamo in uno dei luoghi più visitati che naturalmente non ha bisogno di presentazioni particolari. Il suggerimento è quello di godersi questo luogo quando il fiume di turisti non invade piazze e vie del borgo, dunque alle prime ore del mattino o poco prima del tramonto. Da un punto di vista urbanistico e architettonico la città è una porta per entrare direttamente nell’atmosfera trecentesca della repubblica fiorentina. Le torri gentilizie rimaste in piedi sono “solo” 15 sulle 72 originariamente esistenti e guardano dall’alto un microcosmo di vicoli e slarghi che si rincorrono tra le piazze del Duomo e della Cisterna. Il nostro viaggio prosegue sulla via della Vernaccia, orgoglioso della sua storia (primo D.O.C. d’Italia, ora D.O.C.G.) e della sua dorata trasparenza che si pone in antitesi ai grandi, nobili, famosi, ricchi rossi di Toscana.
A Castel San Gimignano si gira a destra per poco sulla S.S. 68 (direz. Volterra) e poi a sinistra verso Casole d’Elsa. Comincia qui il viaggio nella Toscana più intima e segreta, entrando in piena Val d’Elsa. In breve si raggiunge Casole d’Elsa, avamposto fortificato della repubblica senese. La cinta muraria del paese conserva sul versante orientale due torri circolari; la Collegiata di Santa Maria Assunta (1161), il Palazzo Pretorio e la Rocca trecentesca costituiscono l’asse di pietra su cui si regge la memoria storica di questo borgo che oggi regala pace e tranquillità, soprattutto nella campagna circostante. In accentuato saliscendi, una delle strade più belle della zona, da percorrere lentamente, conduce a Mensano, antico borgo - castello dove anche il resto della Toscana sembra lontano ed è facile percepire la dimensione umana dei luoghi. Da Mensano si procede seguendo le indicazioni per Radicondoli. Dopo circa 7 km si giunge in loc. Casone dove si piega a destra fino a Radicondoli. Benvenuti su un belvedere indimenticabile. Attraversato tutto il borgo lungo la via centrale si raggiunge un piccolo slargo con panchina sulla destra. E’ questo il luogo ideale per guardare, a metà strada fra terra e cielo, i profili ondulati della Toscana e delle Terre di Siena. E’ uno spettacolo da non perdere. Tornati sui nostri passi, in loc. Casone, si prosegue a destra e, al successivo bivio ancora a destra, passando per Belforte e Montingegnoli, due castelli lontani dalle grandi vie di transito e, nonostante le ridotte dimensioni, di gran pregio architettonico e urbanistico. Da Montingegnoli si prende la strada per Montalcinello e successivamente Chiusdino entrando nel territorio della Val di Merse. Ci troviamo in terra di confine; è qui infatti che le Terre di Siena strizzano l’occhio alla Maremma. Nel borgo di Chiusdino si trovano la chiesa di San Martino detta “fuori le mura”, la Parrocchia, attigua alla casa natale di San Galgano, e la chiesa della Compagnia Cistercense di San Galgano con un interessante bassorilievo (1466) raffigurante San Galgano che conficca la spada nella roccia. E’ nel comune di Chiusdino che sorgono l’abbazia cistercense di San Galgano e la cappella di Monte Siepi, meta finale del nostro viaggio dove si rimane senza fiato, col naso all’insù guardando il “tetto di cielo” della cattedrale.


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In Volo sulle Crete, da Siena a Sant'angelo in Colle

Si naviga su strade che seguono traiettorie imprevedibili disegnando la rotta in un paesaggio in continua mutazione: primavera, estate, autunno e inverno. La stessa strada attraversa nelle stagioni la spiccata diversità degli stessi luoghi che cambiano colori, luci, atmosfere.

Da Siena si parte in direzione Sinalunga - Bettolle. Dopo poco, raggiunto il bivio di Taverne d’Arbia, si piega a destra. Oltrepassato il ponte sull’Arbia si raggiunge l’abitato di Taverne. Benvenuti sulla Lauretana, una delle strade più spettacolari del senese. Il nastro d’asfalto corre quasi sempre in cresta accarezzando il paesaggio delle Crete dove trionfa il profumo della terra e del grano. Si vola alti prima di atterrare ad Asciano, piccola “capitale”. Nel cuore del borgo i grandi spazi delle Terre di Siena diventano improvvisamente raccolti e delimitati dall’opera dell’uomo. Il piccolo viaggio ascianese comincia con la basilica di Sant’Agata (XI sec. e modifiche del ‘500, ‘600, ‘800), prosegue col Museo di Arte Sacra che conserva una collezione di opere trecentesche e quattrocentesche e, attraverso il corso Matteotti, passa nel cuore della piccola città affacciandosi sulla chiesa gotica di San Bernardino (sede del Museo Etrusco) e la chiesa tardogotica di Sant’Agostino. Molto bella per l’essenzialità della sua architettura la chiesa di San Francesco (XIII sec).


Da Asciano si risale verso i profili collinari che annunciano l’altura di Chiusure dove, con una breve deviazione, si raggiunge l’Abbazia di Monteoliveto Maggiore, importante tappa di questo viaggio. E’ il centro spirituale di questo territorio che si esprime con l’arte suprema e opere raffinate come il chiostro affrescato da Sodoma e Signorelli, e il magnifico coro ligneo intarsiato da Giovanni da Verona.
Tornati a Chiusure si continua fino a San Giovanni d’Asso, il regno del tartufo bianco che viene celebrato nella tradizionale Mostra Mercato ospitata ogni mese di novembre nel Castello che si erge dal “Borghetto”, la parte più alta del paese. Meritano una visita la chiesa romanica di San Giovanni Battista e, nella parte bassa del paese, la chiesa di San Pietro in Villore (XI - XII sec). La strada corre ora senza curve e controcurve, rilassandosi nel fondo della Val d’Asso fino ai piedi del colle profumato di Brunello, dove si erge il borgo di Montalcino. Dopo un brevissimo tratto sulla Cassia si piega a destra e si comincia a salire dolcemente tra i vigneti fino alla sommità. Montalcino e il suo Brunello si presentano con un calice di pregiato nettare. Così come si degusta un vino pregiato, allo stesso modo si viaggia nel borgo alla ricerca di luoghi e momenti meditativi. Tra enoteche, caffè, botteghe il tempo si dilata e lo spazio si riempie di pietre nobili: dal Palazzo Vescovile e le chiese di Sant’Agostino, Sant’Egidio e San Francesco (tutte risalenti al XIII-XIV sec), al Santuario della Madonna del Soccorso.
Da Montalcino si prosegue verso il Passo del Lume Spento dove si oltrepassano le spalle dell’imponente colle per cominciare a scendere, sempre tra estesi vigneti, fino a Sant’Angelo in Colle, che si affaccia sulla Val d’Orcia e sul vulcano dormiente dell’Amiata. Il viaggio finisce qui ma è naturale e altamente consigliato il proseguimento verso la straordinaria abbazia romanica di Sant’Antimo, luogo di grande suggestione a due passi dal borgo di Castelnuovo dell’Abate.


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SentierElsa-Passeggiata naturalistica a Colle Val d'Elsa

Il percorso di questo itinerario, detto Sentierelsa, inizia a Gracciano, a sud dell'abitato di Colle di Val d'Elsa, dal ponte di San Marziale e corre a fianco al letto del fiume per 2 km fino ad arrivare alla località di San Giorgio. L'entrata è situata alla sinistra, allontanandosi da Colle di Val d'Elsa, del ponte di San Marziale. Quì si trovano subito, visibili anche dalla passerella pedonale del ponte stesso, la Steccaia ed il Callone Reale, due importanti opere di ingegneria idraulica, di grande importanza per la città in quanto sin dall'epoca medioevale venivano utilizzate per incanalare parte dell'acqua del fiume Elsa. L'acqua poteva così essere sfruttata per l'irrigazione, come forza motrice prima per i mulini, poi per le cartiere e le ferriere e per usi industriali diversi. In particolare 'La Steccaia' serve a trattenere e deviare in parte l'acqua del fiume Elsa, grazie ad un sistema di tavole mobili da inserire in blocchi di pietra a formare una steccaia, ossia uno sbarramento al libero scorrimento dell'acqua, mentre il 'Callone Reale' è una saracinesca che regola la quantità di afflusso dell'acqua nel canale che scorre verso la città e che viene detto gora. La data di costruzione di questo sistema idraulico non è precisa; alcune fonti la collocano nel X secolo. Conosciamo però con esattezza la data della sua restaurazione avvenuta nel 1606 'sotto gli auspici' di Ferdinando I dei Medici, Granduca di Toscana, come riporta una lapide posta dai Medici stessi poco più sotto il Callone. Dopo 200 metri troviamo la cascata del Diborrato: un salto alto 15 metri e profondo oltre 10 metri, nel secolo passato luogo balneare per i colligiani. Scendendo lungo il percorso, situate sotto la cascata, troviamo le Grotte dell'Orso, così chiamate perché hanno una vaga somiglianza con la figura di un orso. Il sentiero si allontana dal fiume per un tratto di 100 metri, per poi ricongiungersi con questo nella zona dove è presente un enorme masso piatto. Arriviamo quindi presso le Gore Rotte, dove è situata un'altra entrata al parco, con alcuni ponticini e passerelle in stile tibetano. Il percorso continua ancora per circa 1 km per arrivare alla località di San Giorgio dove è stato costruito un attraversamento del fiume. Sotto questa zona si trovano la Conchina, il Masso Bianco , la Nicchia e la Spianata dei Falchi, così chiamati negli anni '30 e '40 del secolo scorso come "il mare di Colle". Il percorso è caratterizzato da scalini, ringhiere di legno, piccoli attraversamenti e staccionate di sicurezza, con numerosi cartelli di indicazione sulle tipicità dei luoghi.


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