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Itinerari
Viaggio nell'intimità delle Terre di Siena
Il viaggio comincia a Poggibonsi, antico borgo che, a dispetto della sua moderna “cintura”, offre al visitatore un centro storico di gran pregio che si trova nel punto di confluenza dei fiumi Staggia e Elsa. I motivi di visita di questo borgo sono molti: dalla Collegiata alla trecentesca chiesa di San Lorenzo, dal Palazzo Pretorio alla chiesa di San Lucchese. Da Poggibonsi si raggiunge facilmente San Gimignano, la città delle torri. Ci troviamo in uno dei luoghi più visitati che naturalmente non ha bisogno di presentazioni particolari. Il suggerimento è quello di godersi questo luogo quando il fiume di turisti non invade piazze e vie del borgo, dunque alle prime ore del mattino o poco prima del tramonto. Da un punto di vista urbanistico e architettonico la città è una porta per entrare direttamente nell’atmosfera trecentesca della repubblica fiorentina. Le torri gentilizie rimaste in piedi sono “solo” 15 sulle 72 originariamente esistenti e guardano dall’alto un microcosmo di vicoli e slarghi che si rincorrono tra le piazze del Duomo e della Cisterna. Il nostro viaggio prosegue sulla via della Vernaccia, orgoglioso della sua storia (primo D.O.C. d’Italia, ora D.O.C.G.) e della sua dorata trasparenza che si pone in antitesi ai grandi, nobili, famosi, ricchi rossi di Toscana. A Castel San Gimignano si gira a destra per poco sulla S.S. 68 (direz. Volterra) e poi a sinistra verso Casole d’Elsa. Comincia qui il viaggio nella Toscana più intima e segreta, entrando in piena Val d’Elsa. In breve si raggiunge Casole d’Elsa, avamposto fortificato della repubblica senese. La cinta muraria del paese conserva sul versante orientale due torri circolari; la Collegiata di Santa Maria Assunta (1161), il Palazzo Pretorio e la Rocca trecentesca costituiscono l’asse di pietra su cui si regge la memoria storica di questo borgo che oggi regala pace e tranquillità, soprattutto nella campagna circostante. In accentuato saliscendi, una delle strade più belle della zona, da percorrere lentamente, conduce a Mensano, antico borgo - castello dove anche il resto della Toscana sembra lontano ed è facile percepire la dimensione umana dei luoghi. Da Mensano si procede seguendo le indicazioni per Radicondoli. Dopo circa 7 km si giunge in loc. Casone dove si piega a destra fino a Radicondoli. Benvenuti su un belvedere indimenticabile. Attraversato tutto il borgo lungo la via centrale si raggiunge un piccolo slargo con panchina sulla destra. E’ questo il luogo ideale per guardare, a metà strada fra terra e cielo, i profili ondulati della Toscana e delle Terre di Siena. E’ uno spettacolo da non perdere. Tornati sui nostri passi, in loc. Casone, si prosegue a destra e, al successivo bivio ancora a destra, passando per Belforte e Montingegnoli, due castelli lontani dalle grandi vie di transito e, nonostante le ridotte dimensioni, di gran pregio architettonico e urbanistico. Da Montingegnoli si prende la strada per Montalcinello e successivamente Chiusdino entrando nel territorio della Val di Merse. Ci troviamo in terra di confine; è qui infatti che le Terre di Siena strizzano l’occhio alla Maremma. Nel borgo di Chiusdino si trovano la chiesa di San Martino detta “fuori le mura”, la Parrocchia, attigua alla casa natale di San Galgano, e la chiesa della Compagnia Cistercense di San Galgano con un interessante bassorilievo (1466) raffigurante San Galgano che conficca la spada nella roccia. E’ nel comune di Chiusdino che sorgono l’abbazia cistercense di San Galgano e la cappella di Monte Siepi, meta finale del nostro viaggio dove si rimane senza fiato, col naso all’insù guardando il “tetto di cielo” della cattedrale. |
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In Volo sulle Crete, da Siena a Sant'angelo in Colle
Si naviga su strade che seguono traiettorie imprevedibili disegnando la rotta in un paesaggio in continua mutazione: primavera, estate, autunno e inverno. La stessa strada attraversa nelle stagioni la spiccata diversità degli stessi luoghi che cambiano colori, luci, atmosfere.
Da Siena si parte in direzione Sinalunga - Bettolle. Dopo poco, raggiunto il bivio di Taverne d’Arbia, si piega a destra. Oltrepassato il ponte sull’Arbia si raggiunge l’abitato di Taverne. Benvenuti sulla Lauretana, una delle strade più spettacolari del senese. Il nastro d’asfalto corre quasi sempre in cresta accarezzando il paesaggio delle Crete dove trionfa il profumo della terra e del grano. Si vola alti prima di atterrare ad Asciano, piccola “capitale”. Nel cuore del borgo i grandi spazi delle Terre di Siena diventano improvvisamente raccolti e delimitati dall’opera dell’uomo. Il piccolo viaggio ascianese comincia con la basilica di Sant’Agata (XI sec. e modifiche del ‘500, ‘600, ‘800), prosegue col Museo di Arte Sacra che conserva una collezione di opere trecentesche e quattrocentesche e, attraverso il corso Matteotti, passa nel cuore della piccola città affacciandosi sulla chiesa gotica di San Bernardino (sede del Museo Etrusco) e la chiesa tardogotica di Sant’Agostino. Molto bella per l’essenzialità della sua architettura la chiesa di San Francesco (XIII sec).
Da Asciano si risale verso i profili collinari che annunciano l’altura di Chiusure dove, con una breve deviazione, si raggiunge l’Abbazia di Monteoliveto Maggiore, importante tappa di questo viaggio. E’ il centro spirituale di questo territorio che si esprime con l’arte suprema e opere raffinate come il chiostro affrescato da Sodoma e Signorelli, e il magnifico coro ligneo intarsiato da Giovanni da Verona. Tornati a Chiusure si continua fino a San Giovanni d’Asso, il regno del tartufo bianco che viene celebrato nella tradizionale Mostra Mercato ospitata ogni mese di novembre nel Castello che si erge dal “Borghetto”, la parte più alta del paese. Meritano una visita la chiesa romanica di San Giovanni Battista e, nella parte bassa del paese, la chiesa di San Pietro in Villore (XI - XII sec). La strada corre ora senza curve e controcurve, rilassandosi nel fondo della Val d’Asso fino ai piedi del colle profumato di Brunello, dove si erge il borgo di Montalcino. Dopo un brevissimo tratto sulla Cassia si piega a destra e si comincia a salire dolcemente tra i vigneti fino alla sommità. Montalcino e il suo Brunello si presentano con un calice di pregiato nettare. Così come si degusta un vino pregiato, allo stesso modo si viaggia nel borgo alla ricerca di luoghi e momenti meditativi. Tra enoteche, caffè, botteghe il tempo si dilata e lo spazio si riempie di pietre nobili: dal Palazzo Vescovile e le chiese di Sant’Agostino, Sant’Egidio e San Francesco (tutte risalenti al XIII-XIV sec), al Santuario della Madonna del Soccorso. Da Montalcino si prosegue verso il Passo del Lume Spento dove si oltrepassano le spalle dell’imponente colle per cominciare a scendere, sempre tra estesi vigneti, fino a Sant’Angelo in Colle, che si affaccia sulla Val d’Orcia e sul vulcano dormiente dell’Amiata. Il viaggio finisce qui ma è naturale e altamente consigliato il proseguimento verso la straordinaria abbazia romanica di Sant’Antimo, luogo di grande suggestione a due passi dal borgo di Castelnuovo dell’Abate.
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SentierElsa-Passeggiata naturalistica a Colle Val d'Elsa
Il percorso di questo itinerario, detto Sentierelsa, inizia a Gracciano, a sud dell'abitato di Colle di Val d'Elsa, dal ponte di San Marziale e corre a fianco al letto del fiume per 2 km fino ad arrivare alla località di San Giorgio. L'entrata è situata alla sinistra, allontanandosi da Colle di Val d'Elsa, del ponte di San Marziale. Quì si trovano subito, visibili anche dalla passerella pedonale del ponte stesso, la Steccaia ed il Callone Reale, due importanti opere di ingegneria idraulica, di grande importanza per la città in quanto sin dall'epoca medioevale venivano utilizzate per incanalare parte dell'acqua del fiume Elsa. L'acqua poteva così essere sfruttata per l'irrigazione, come forza motrice prima per i mulini, poi per le cartiere e le ferriere e per usi industriali diversi. In particolare 'La Steccaia' serve a trattenere e deviare in parte l'acqua del fiume Elsa, grazie ad un sistema di tavole mobili da inserire in blocchi di pietra a formare una steccaia, ossia uno sbarramento al libero scorrimento dell'acqua, mentre il 'Callone Reale' è una saracinesca che regola la quantità di afflusso dell'acqua nel canale che scorre verso la città e che viene detto gora. La data di costruzione di questo sistema idraulico non è precisa; alcune fonti la collocano nel X secolo. Conosciamo però con esattezza la data della sua restaurazione avvenuta nel 1606 'sotto gli auspici' di Ferdinando I dei Medici, Granduca di Toscana, come riporta una lapide posta dai Medici stessi poco più sotto il Callone. Dopo 200 metri troviamo la cascata del Diborrato: un salto alto 15 metri e profondo oltre 10 metri, nel secolo passato luogo balneare per i colligiani. Scendendo lungo il percorso, situate sotto la cascata, troviamo le Grotte dell'Orso, così chiamate perché hanno una vaga somiglianza con la figura di un orso. Il sentiero si allontana dal fiume per un tratto di 100 metri, per poi ricongiungersi con questo nella zona dove è presente un enorme masso piatto. Arriviamo quindi presso le Gore Rotte, dove è situata un'altra entrata al parco, con alcuni ponticini e passerelle in stile tibetano. Il percorso continua ancora per circa 1 km per arrivare alla località di San Giorgio dove è stato costruito un attraversamento del fiume. Sotto questa zona si trovano la Conchina, il Masso Bianco , la Nicchia e la Spianata dei Falchi, così chiamati negli anni '30 e '40 del secolo scorso come "il mare di Colle". Il percorso è caratterizzato da scalini, ringhiere di legno, piccoli attraversamenti e staccionate di sicurezza, con numerosi cartelli di indicazione sulle tipicità dei luoghi. |
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